
La Speleologia può essere scienza, hobby oppure un’attività sportiva.
Il suo nome deriva dal greco spelacom (grotta) e logos (scienza).
Anche il grande inventore Leonardo da Vinci fece alcune esplorazioni.
In quest’articolo leggerai della storia della speleologia,
dellla differenza tra i vari tipi di formazioni, di stalattiti e stalagmiti,
un breve accenno sull’attrezzatura necessaria alloSpeleologo e
tante altre notizie e curiosità.
A chiamare l'esplorazione in grotta col nome di Speleologia fu il francese Eduard Alfred Martel che derivò il nome dal greco spelacon – grotta e logos – scienza. Da ciò se ne deduce che la speleologia è la scienza che studia le grotte.
Da questa premessa però bisogna considerare la speleologia, un insieme di cose e non una “specialità” ben definita.
Pertanto possono essere una scienza, un hobby e in certi casi uno sport.
Sebbene la speleologia a volte sia paragonata all'Alpinismo, questi si misura in un ambiente a lui più adatto, al contrario chi scende in grotta si misura in un ambiente completamente diverso da quello esterno.
Presso la mitologia Greca le grotte ebbero da prima una valenza come riferimenti sessuali (ovvero la fecondità), in un secondo momento come il passaggio all'oltretomba, questo simbolismo si ebbe anche in epoca romana, ma questi ultimi utilizzarono le grotte anche per scopi termali. In epoca Medioevale le caverne furono identificate come luoghi abitati dalle forze del male. 
Nel Rinascimento e precisamente nel XVI secolo anche il grande scienziato e inventore Leonardo Da Vinci fece alcune esplorazioni in grotta della Lombardia. Così Leonardo riportò la sua esperienza:
Tirato dalla mia bramosa voglia, vago di vedere la gran coppia delle varie e strane forme fatte dalla cortifiziosa natura. Raggiratomi alquanto fra gli ombrosi scogli, pervenni all'entrata di una gran caverna; dinnanzi alla quale, restato alquanto stupefatto e ignorante di tal cosa.
Piegato le mie reni in arco e ferma la stanca mano sopra il ginocchio, e cola destra mi feci tenebre alle abbassate ciglia; e spesso piegandomi in qua e là per vedere se dentro vi discernessi alcuna cosa; e questo vietatomi per la grande oscurità che là dentro era. E stato alquanto, subito salse in me due cose: paura e desiderio; per vedere se là entro fosse alcuna miracolosa cosa.
In seguito cominciarono le prime esplorazioni nel carso Triestino, e in altri luoghi del Mondo, ma fu solo nel XVIII secolo ch la Speleologia fece un grande balzo in avanti grazie al contributo di persone quali Antonio Vallisnieri, Gottfied Wilhelm von Leibniz, Giovanni Arduino e Alessandro Volta.
La Speleologia moderna
Nel Carso Triestino e precisamente all'interno delle grotte di Postumia, cominciarono importanti ricerche nella metà del 1800 per opera del professor Adolf Schmidl. 
Siamo al 1894 quando in Francia è pubblicato un libro intitolato Les Abimes (gli abissi), per opera dell'avvocato Edouard – Alfred Martel.
Questi abbandonato il suo lavoro, si dedicherà completamente alla Speleologia, esplorando oltre 1000 cavità sotterranee e descrivendole in testi che sono ancora attuali. Martel nei suoi testi descrive anche le tecniche usate nelle sue esplorazioni che fanno comprendere l'epoca “pionieristica” della Speleologia.
Il francese si calava nelle grotte buie con un grande canapo, una candela per illuminare l'ambiente circostante e un cappello di feltro al posto degli attuali caschi protettivi.
Nel nostro paese la Speleologia ebbe grande impulso dal 1883 grazie a Eugenio Boegan, che fonda il primo gruppo denominato Commissione Grotte della Società Alpina delle Giulie.
Quasi contemporaneamente alla nascita di gruppi speleologici, sono pubblicate riviste specializzate come “Mondo Sotterraneo”: la rivista Italiana di Speleologia. Sempre in questo periodo è pubblicato il primo manuale contenente la descrizione dei materiali necessari all'esplorazione in grotta.
Si va dalla fune in canapa dello spessore di 14 mm alle scale di corde, oppure bengala per illuminare grandi ambienti. Nel 1925 è dato alle stampe un importante libro: Duemila grotte, scritto da Eugenio Boegan e Luigi Vittorio Bertarelli, nel testo sono descritte più di 2000 grotte presenti in Venezia Giulia.
Grazie a questi libri, crescono anche i gruppi di speleologia presenti in Italia. Nel periodo fascista che va dal 1920 al 1930 e oltre, la ricerca continua di record mondiali pretesi dal regime, e nuovi materiali più adatti alla Speleologia, porta a nuove importanti esplorazioni nelle cavità più profonde del Mondo.
In Italia nel 1937 erano già state recensite 6.300 grotte, ai giorni nostri gli anfratti sono saliti al numero di 30.000
Dopo la 2° guerra Mondiale e precisamente nel 1951 fu costituita la Società Speleologica Italiana.
Negli ultimi quindici anni l'estensione delle cavità sotterranee, conosciute, è raddoppiata anche grazie all'impiego di nuovi materiali che consentono una buona autonomia esplorativa agli speleologici.
Gli spostamenti rapidi da un capo all'altro della terra hanno consentito alle spedizioni di piccoli gruppi di raggiungere località un tempo inaccessibili come in Sudamerica oppure in Estremo Oriente.
Non meno importante è stato l'uso del computer e d’internet in particolare, mettendo in relazione diversi studiosi e appassionati di Speleologia. Ma questo pone anche il problema che molte persone si “improvvisano” Speleologi alla ricerca di sport estremi.
Ma la Speleologia non ha nulla di estremo, e va praticata con ragione, conoscendo i propri limiti, o meglio la preparazione fisica e la conoscenza del mondo sotterraneo.
Per questo molte sezioni del CAI (Club Alpino Italiano) anno ai loro interno gruppi di Speleologici, che organizzano corsi ed escursioni in grotta.
Chi sono e cosa fanno gli speleologici
Il modo degli speleologici è composto da persone di diversa estrazione sociale. Si va dagli studiosi a quelle persone che prediligono l'aspetto sportivo.
L'attività (speleologo) va dallo studio della geomorfologia delle cavità carsiche e grotte, dall'individuazione di nuovi anfratti con l'attrezzamento per la successiva esplorazione della cavità sotterranea, rilevamento topografico della medesima grotta, eventuali osservazioni di forme di vita presenti oppure fossili.
Considerate le tante cose oggetto di studio, ogni speleologo può occuparsi della materia a lui più congeniale.
Caratteristiche delle grotte.
All'interno di una cavità sotterranea vi è sempre buio, quindi chi si accinge all'esplorazione deve avere con sé luci di emergenza.
All'interno delle grotte non vi sono problemi legati alla respirazione perché l'aria penetra dagli sbocchi della cavità, pure l'acqua contribuisce alla presenza di ossigeno grazie ai gas in essa disciolti. Anche nelle ramificazioni delle cavità non vi sono problemi di respirazione per gli speleologi. La differenza con l'esterno è data che in grotta l'aria è satura di umidità ma anche più pura.
L'interno delle cavità sotterranee, possono essere riempite da piene improvvise dovute alle forti piogge che allagano i passaggi. Se tralasciamo gli animali che si rifugiano nelle grotte come i pipistrelli, uccelli e rettili ecc., le cavità sotterranee sono “abitate” da piccoli animali invertebrati.
Stalattiti
Le Stalattiti si formano nella parte superiore delle grotte o degli ampi corridoi in seguito a fratture nella volta da cui fuoriesce acqua contenente carbonato di calcio.
Inizialmente si formano delle piccole “cannucce” in cui gocciola l'acqua all'interno. In seguito questi condotti sono ostruiti dai depositi cristallini, formando in tal modo le Stalattiti. Queste possono avere forme diverse e dimensioni notevoli.
Vi sono anche concrezioni definite “eccentriche” che non sono in asse verticale, ma deviate lateralmente in seguito alle correnti d'aria che deviano le gocce d'acqua contenenti il calcare.
Stalagmiti
Sono le maggiori concrezioni che si trovano all'interno delle grotte, si formano dalle gocce d'acqua contenente carbonato di calcio che cade dalla volta o ampi corridoi delle cavità sotterranee.
La loro “crescita” avviene in modo circolare perché la goccia che cade al suolo si disperde radialmente, lasciando al centro le sostanze di accrescimento. Ne consegue che le Stalagmiti sono di forma sferica diventando verticali col tempo.
Ciò che influenza la loro crescita è data dalla quantità di acqua e carbonato di calcio contenuto al suo interno. La Stalagmite tende col passare del tempo a unirsi alla Stalattite formando un'unica colonna.
Colonne
Nelle grotte o ampi corridoi si possono vedere le “colonne”, queste sono formate dall'unione di Stalattiti (crescono dall'alto) e Stalagmiti (partono dal basso), determinando un solo corpo dal loro continuo accrescimento.
Colate
Si forma dall'acqua che scorre sulla roccia, in seguito ai depositi di carbonato di calcio, si formano diverse “pellicole” sovrapposte formando colate di dimensioni notevoli.
Fette di prosciutto
È indicato con questo termine, le concrezioni particolari che si formano sulla volta della grotta, le gocce di acqua contenente il carbonato di calcio, prima di precipitare al suolo, percorrono un certo tragitto sulla volta della roccia. I depositi di calcare aumentano col tempo determinando delle concrezioni sottili e a volte di grandi dimensioni ma dal ridotto spessore, da qui il nome “fette di prosciutto”.
Cannule
è la parte iniziale delle Stalattiti, sono anche chiamati “cappelli d'angelo”, all'interno sono cave fino a quando le gocce che scorrono al loro interno non ne ostruiscono il condotto, formando così le Stalattiti. Da qui in poi l'acqua scorrerà solo all'esterno della concrezione.
Pisoliti
Sono anche chiamate perle di grotta per la loro forma sferica, si forma all'interno di piccole vaschette di acqua al cui interno c'è un sassolino o frammento di roccia. Questi è ricoperto dal calcare formando delle piccole “perle”.
Attrezzatura
Impianto elettrico
Considerato l'ambiente (oscurità) dove è praticata la speleologia, l'impianto d’illuminazione è fondamentale allo speleologo.
La luce non dovrà illuminare un solo punto della grotta (escluso se si vuole vedere un punto preciso), ma dovrà avere un fascio ampio, così non solo da illuminare dove si appoggiano i piedi, ma anche quello che ci sta davanti ad alcuni metri di profondità. In passato era impiegato l'acetilene per produrre luce, questo è un gas derivato dall'unione del carburo e acqua.
Ora si usano impianti elettrici a led, bisogna però prevedere batterie di scorta, sebbene in questi ultimi anni siano stati raggiunti un buon livello di autonomia.
Casco
Anche il casco in grotta è di fondamentale importanza per lo speleologo, protegge la testa da eventuali cadute di sassi e considerato l'ambiente scarsamente illuminato in cui si opera, protegge da zuccate. In commercio si possono trovare caschi appositamente realizzati per la speleologia, ma dai costi alti. Una valida scelta può essere un casco da alpinista opportunamente modificato per mettere l'impianto d’illuminazione.
L'imbrago
Non solo serve a sostenere tutta l'attrezzatura dello speleologo, ma serve come sicurezza al medesimo sostenendolo quando si deve calare in pozzi profondi o passaggi in parete. All'imbragatura sono fissati tutti gli ascensori come moschettoni e corde varie. Il moschettone è a forma di D oppure triangolare con una chiusura a ghiera.
Attrezzatura per la discesa
Il discensore è usato dallo speleologo per la discesa in verticale all'interno di una grotta. In commercio ve ne sono di svariati tipi, ma il più sicuro è quello di tipo “Simple”. La corda passa all'interno di due pulegge in alluminio formando una S, un sistema d’apertura permette di inserirla all'interno del discensore senza che questo sia staccato dall'imbragatura. Naturalmente prima di fare una discesa va controllata accuratamente che la corda sia inserita correttamente nel discensore, e che queste funzioni regolarmente.
Attrezzatura di risalita
Il bloccante chiamato in termine tecnico “croll” serve a evitare allo speleologo di scivolare verso il basso durante la risalita. In pratica la corda scorre in un solo senso all'interno di un congegno meccanico a cricchetto (dentato), durante la risalita vi passa senza impedimento, ma quando lo speleologo si ferma il peso del suo corpo, agisce sul meccanismo. Il cricchetto provoca una “strozzatura” della corda, evitando lo scivolamento verso il basso.
La maniglia
Il funzionamento della maniglia è identico a quanto visto prima per il “croll”, rispetto a questo il mezzo meccanico è dotato di una maniglia che lo speleologo farà correre sulla corda. La maniglia è dotata di corde per assicurarla all'imbrago e una staffa per il posizionamento dei piedi durante la risalita.
Corde
Come abbiamo analizzato prima, le corde servono allo speleologo per discendere e risalire i pozzi, muovendosi lungo le pareti. Per queste ragioni devono essere di tipo “statico” che sono meno elastiche rispetto a quelle impiegate dagli alpinisti. Considerato che la corda deve sostenere il peso dello speleologo, è bene controllarle periodicamente, queste anno mediamente un diametro di 10 mm.
Sacchi
In speleologia serve per il trasporto di attrezzatura fotografica, generi alimentari, questi contenitori sono impermeabili e affusolati per passare facilmente negli anfratti delle grotte.
Materiali da armo
Per assicurare le corde e i moschettoni alle pareti, sono usati speciali chiodi a espansione chiamati “Split”. Per una maggiore sicurezza la corda va assicurata alla parete mediante 2 “Split”, verificando che non strisci sulla roccia per evitare la rottura della medesima su sporgenze.
Scale
Sono in sostanza in disuso quelle di tipo rigido, sostituite da scale flessibili a pioli.
Domande di Speleologia
Che fine fa l'acqua presente in grotta?
Il meccanismo per cui si genera un corso d'acqua sotterraneo è questo: l'acqua penetra nel sottosuolo dalle porosità e crepe della superficie, formando nello strato sottostante della montagna piccoli ruscelli che si riuniscono in piccoli fiumi sotterranei che intaccano la roccia. Nell'esplorazione delle grotte si possono anche vedere laghi, generalmente in questi casi l'esplorazione si ferma, giacché servirebbero autorespiratori e attrezzature simili a quelle subacquee.
In natura è doveroso ricordare che esistono grotte che non si sono formate dalla forza erosiva dell'acqua, bensì dalla lava solidificata dei vulcani.
Che ambiente c’è in grotta?
Generalmente nelle grotte c'è molta umidità con temperatura che rimane costante, essendo le grotte attraversate da corsi d'acqua sotterranei, avremo una temperatura simile a quella dell'acqua.
In grotta c'è sempre buio?
Nelle grotte non penetra luce, quindi avremo un ambiente bui, ma non per questo sono prive di vita, in alcune sono abitate da colonie di pipistrelli o piccoli invertebrati.
In grotta si riesce a respirare?
Sì nelle grotte l'aria penetra dagli sbocchi verso l'esterno. Anche l'acqua contribuisce a rinnovare l'aria presente all'interno delle grotte, grazie ai gas disciolti nell'acqua. L'aria in queste grotte è satura di umidità e pura, a differenza di quanto avviene con l'esterno.
Per alcune di queste caratteristiche, le grotte possono avere proprietà terapeutiche per guarire malattie polmonari.
Ma non sempre è così... vedi le grotte di origine vulcanica che possono contenere gas nocivi.
Spero di essere riuscito a stimolare la vostra curiosità,
nel caso vogliate saperne di più visitate i siti:
SOCIETA' SPELEOLOGICA ITALIANA
SCUOLA NAZIONALE DI SPELEOLOGIA