A  P  N  E  A

La storia dell’Apnea

L’apnea è stata la prima forma d’immersione fatta dall’uomo per esplorare
i fondali marini. Per svariate ragioni uomini in diverse parti del mondo s’immergevano,
alla ricerca di perle, coralli, spugne oppure per pescare. Questo tipo d’immersione
fu usato pure in ambito militare; i Romani praticavano azioni di sabotaggio alle navi
nemiche.
Il primo “record”
documentato riguardante l’apnea risale al luglio del 1913. Vicino all’isola
greca di Scarpanto nel Dodecaneso, la corazzata Italiana Regina Margherita nel corso delle
manovre per sostare nelle medesime acque, perse la ancora nei profondi fondali del luogo.

A bordo della nave salì un pescatore di spugne, in cambio  di un piccolo compenso e
della licenza per pescare con gli esplosivi, si offrì volontario per il recupero dell’ancora.  
Statti (il nome del pescatore),
dichiarò di riuscire a immergersi in apnea fino alla
profondità di 110 metri, rimanendovi per sette minuti! La sua idea è di immergersi,
rintracciare l’ancora e assicurarla a un cavo per il suo recupero. 

Il medico di bordo della “Regina Margherita” descrisse Statti come un uomo
alto un metro e sessanta, dal peso di 60 chilogrammi, ormai privo di
timpani a causa della pressione dell’acqua nelle tante immersioni
svolte nella ricerca delle spugne. Ottenuto il consenso alla ricerca
dell’ancora smarrita, fece uso di un masso legato a una fune per
discendere sul fondo più velocemente, la stessa fune servì per la risalita.

Statti s’immerse
per quattro giorni, per complessive 21 volte rimanendo
mediamente sott’acqua per tre minuti.
Alla fine riuscì a individuare l’ancora a 76 metri di profondità.
Per ben 56 anni nessun altro uomo riuscirà a scendere in apnea a
questa profondità.

  



                 






































































COS'E' L'APNEA

Sebbene l’apnea possa sembrare uno sport “estremo”,  basta conoscere i pericoli e come affrontarli per far si che quest’affascinante sport sia praticato da molti sportivi, sempre  che non si voglia stabilire un record d’immersione.  
Coadiuvati da un buon istruttore, si acquisiscono le nozioni di base indispensabili per immergersi nelle profondità marine senza l’uso di respiratori. Con buon istruttore potremo avere molte utili informazioni sulle novità in campo didattico, alle quali anno lavorato medici e famosi atleti e noltre far parte di un’associazione di apneisti ci consente di conoscere nuove persone con cui scambiare opinioni o suggerimenti, di provare nuove attrezzature ecc.   

Per ridurre i pericoli nell’immersione in apnea, basta seguire alcuni semplici suggerimenti. Portarsi sempre dietro un compagno  che possa intervenire in caso d’incidente. Ora immergersi nelle profondità marine senza l’ausilio di autorespiratori ma solo usando le proprie forze, rappresenta aspetti unici, il riscoprire la propria acquaticità facendoci scoprire noi stessi nei limiti psicofisici.  
Per gli uomini il record mondiale d’immersione è di 162 metri, per le donne il record è di 100 metri. Nel corso delle manifestazioni sportive o alla ricerca del record d’immersione, la persona deve dichiarare ai giudici il giorno prima al suo tentativo, la profondità che si prefigge di raggiungere. 
I giudici di gara ricevuto l’intento dell’atleta per la sua immersione, predispongono una fune della lunghezza dichiarata, alla sua estremità è posto un contrassegno che l’atleta dovrà riportare in superficie. La stessa fune serve come orientamento. Preventivamente si è sottoposti a una visita medica, in cui è certificata l’idoneità all’immersione.

Tipologie d’immersione in Apnea

Assetto costante senza pinne:
L’apneista scende in profondità e risale usando solo la propria forza muscolare, e senza tirarsi in superficie tramite il cavo. L’assetto costante senza impiegare le pinne è la più difficile tra le varie categorie, e richiede una buona acquaticità.

Assetto costante con pinne:
L’apneista discende in profondità con le pinne, o in certi casi una mono pinna, aiutandosi con le braccia. In fase di risalita non si può toccare il cavo, questa è la disciplina più comune dell’apnea, e fa parte delle competizioni a squadre.

Dinamica senza pinne:
In questo caso l’atleta non discende in verticale sul fondo del mare, ma si muove sott’acqua orizzontale, cercando di coprire la maggior distanza possibile. Questa tipologia di attività sportiva si svolge in piscina, con vasche della lunghezza di 25 metri.

Dinamica con le pinne:
L’apneista servendosi delle pinne o della mono pinna, cerca di compiere la maggior distanza possibile, muovendosi in posizione orizzontale. Le competizioni si svolgono in piscine di lunghezza non inferiore ai 25 metri. Un compagno segue dalla superficie l’atleta, servendosi di una tavoletta che potrà usare in caso di bisogno, per dare un sostegno all’apneista se necessario.  Anche se l’ambiente della piscina può essere sicuro, ciò induce  certi atleti a superare i propri limiti.

Apnea statica:
In questa disciplina l’atleta deve trattenere il respiro, il più allungo possibile, immergendosi in profondità o muovendosi in superficie, le gare si possono svolgere in piscina oppure in mare.

Immersione libera:
L’atleta scende in profondità e risale servendosi unicamente del cavo, nell’apnea questa specialità trasmette le più belle sensazioni a chi pratica questo sport.

Assetto variabile:
L’atleta scende in profondità con speciali slitte tramite il cavo, un tempo a testa in giù, ora con i piedi rivolti verso il basso, generalmente la zavorra è di 30 kg e deve essere interamente fissata alla slitta per non essere d’impedimento durante la salita  in superficie. La risalita avviene servendosi solo di braccia  o gambe, aiutandosi con il cavo. Se non vi sono sommozzatori pronti a intervenire in caso di pericolo, bisogna limitare  la profondità.

No limits
L’atleta discende in profondità servendosi di un peso, per la risalita usa la tecnica che vuole, servendosi anche di palloni gonfiabili.

Pesca subacquea
L'apnea non viene pratica solo per il conseguimento di record, o nell’ambito di manifestazioni sportive. Il più dei praticanti lo svolge per andare a pescare, per motivi di sicurezza non bisogna mai andare singolarmente ma in coppia, anche se più persone possono spaventare le possibili “prede”. Sebbene si possa ritenere che nell’apnea pura gli incidenti mortali possano essere maggiori,  è vero il contrario perché spesso nella pesca in apnea si tende a sottovalutare il pericolo.

Vediamo nello specifico le varie profondità che si raggiungono in Apnea, e i record stabiliti da vari atleti:

Fino alla profondità di 30 metri.
A questa profondità il corpo della maggior dei subacquei tende  in modo spontaneo né a sprofondare e neppure a tornare  in superficie. Il peso di chi fa l’immersione in apnea bilancia  la “spinta di Archimede”. Nel 1952 nelle acque antistanti Capri, Raimondo Bucher stabilì il nuovo record, perfezionando alcune tecniche già in uso nell’apnea.

Oltre i 30 metri.
Da questa profondità in poi regna un solo “colore”, il blu. Altri colori come il giallo non supera i 20 metri di profondità.

Meno 35 metri di profondità.
Nei polmoni e nelle vie aeree di chi s’immerge, rimangono all’incirca 2 litri d’aria che non è possibile espellere. Nel 1960 l’Italiano Enzo Maiorca scende alla profondità di 45 metri.

Meno 50 metri.
Fino al 1950 diversi medici ritenevano che tale profondità non potesse essere superata senza l’ausilio di specifiche attrezzature per respirare. Questo per il possibile schiacciamento dei polmoni dovuto alla pressione dell’acqua. Enzo Maiorca nel 1961 scende a 50 metri di profondità.

Meno 51 metri.
Nel 1962 un grande personaggio dello sport Italiano, Enzo Maiorca è il primo uomo a scendere sotto i 51 metri di profondità con la tecnica dell’apnea.

Meno 54 metri.
È sempre il Siracusano Enzo Maiorca che nel 1964 stabilisce ben due record d’apnea, scendendo a meno 53 metri e meno 54 metri.

Meno 55 metri.
Record mondiale d’immersione in Apnea in campo femminile, grazie all’Italiana Rossana Maiorca, stabilito nel 1990.

Meno 60 metri.
A questa profondità anche la “luce blu” è completamente assorbita dall’acqua, e intorno al subacqueo vi è un grigio scuro, da questo momento solo con la luce artificiale è possibile riconoscere gli oggetti circostanti. Nel 1966 il Francese Jacques Mayol scende a meno 60 metri.

Meno 65 metri.
Il nuovo record del Mondo, in campo femminile, è portato a una profondità di 65 metri. Siamo nel 1997 ed è opera della Cubana Deborah Andollo.

Meno 67 metri.
Nel 1987, il Cubano Pipin Francisco Ferreras, stabilisce il record in Assetto Variabile, scendendo a meno 67 metri, trascorso un solo anno, e grazie a nuove tecniche di allenamento, Pipin scese a meno 69 metri

Meno 70 metri.
Continua la corsa verso nuovi record, sempre in campo femminile. Nel 2001 l’Inglese Tanya Streete scende fino a 70 metri di profondità.

Meno 76 metri.
Come detto all’inizio dell’articolo, il pescatore Greco di spugne, Georgis Statti, scese per ben 21 volte a questa profondità per recuperare l’ancora della corazzata Italiane Regina Margherita.

Meno 78 metri.
La Canadese Mandy – Rae Cruikshank, raggiunge nel 2004 la profondità di 78 metri, nuovo record Mondiale femminile.

Meno 80 metri.
Con l’aumento della profondità, crescono i rischi per la salute da parte di chi pratica l’apnea a queste profondità, cosa non per tutti! C’è il rischio d’intossicazione d’azoto, quello contenuto nei polmoni, combinato con l’aria, ma il rischio è minore che nelle immersioni in cui si fa uso di aria compressa.

Meno 100 metri.
Il Francese Jacques Mayol nel 1976 scende a meno 100 metri.

Meno 101 metri.
Nel 1983 Enzo Maiorca scende a meno 101 metri ma nello stesso anno il suo record è battuto da Mayol.

Meno 105 metri.
Sempre nel 1983 il record di Enzo Maiorca è battuto dal Francese Jacques Mayol che scende alla profondità di meno 105 metri.

Meno 115 metri.
Nel 1991 Pipin Francisco Ferreras (cuba) scende a meno 115 metri in assetto variabile.

Meno 118 metri.
Il 26 ottobre 1991 l’Italiano Umberto Pelizzari, scende a meno 118 metri in Assetto Variabile No Limitz.

Meno 120 metri.
Nelle acque del Mediterraneo, Pipin (cuba) scende a meno 120 metri impiegando 2’46, siamo nel 1992.
Nel 1997 l’italiano Gianluca Genoni nelle acque antistante Arbatax (Sardegna), scende anch’esso a meno 120 metri specialità apnea assetto variabile regolamentato.

Meno 122 metri.
Il 30 settembre 1999, in località P. Ottiolu (Sardegna), Gianluca Genoni scende a meno 122 metri, specialità Assetto Variabile Regolamentato.

Meno 123 metri.
Nell’ottobre del 1993, nei pressi dell’isola di Montecristo, è ancora Umberto Pelizzari a portare il nuovo record in Assetto Variabile No Limitz a meno 123 metri.

Meno 125 metri.
Nel 1993 il Cubano Pipin Francisco Ferreras, nelle acque tropicali delle Bahamas, scese a meno 125 metri.

Meno 126 metri.
Nel 1994 nel corso delle Olimpiadi Blu in Italia, Pipin Francisco Ferrares (Cuba), scese a meno 126 metri. L’impresa fu documentata da diversi subacquei, questo diede una grande popolarità a Pipin. Non contento di questa prova, si allenò per otto mesi e l’anno successivo scese a meno 130 e 133 metri nelle acque di Cabo San Lucas (Messico).
Nel 2001 l’Italiano Gianluca Genoni, scende anch’esso alla profondità di meno 126 metri, nelle acque antistante Rapallo (Liguria), specialità apnea in assetto variabile Regolamentato.

Meno 131 Metri.
Nel 1996 in Sardegna (Villasimius), Umberto Pellizzari scende a meno 131 metri in Assetto Variabile No Limits.

Meno 133 metri.
Il 2 ottobre 2004, Gianluca Genoni scende alla profondità di meno 133 metri, nelle acque antistante Chiavari (Liguria). Specialità Assetto Variabile Regolamentato.

Meno 141 metri.
Il 5 ottobre 2006 nelle acque di Sharm el Sheik, Gianluca Genoni scende a meno 141 metri, specialità Assetto Variabile Regolamentato.

Meno 150 metri.
Il 24 ottobre 1997, Umberto Pellizzari è protagonista di una grande impresa d’apnea. Coadiuvato dalla nave Anteo della Marina Militare Italiana, scende a meno 150 metri. Categoria Assetto Variabile  No Limitz.

Meno 152 metri.
Nel Maggio del 1997 Pipin si rese protagonista di un’impresa  senza precedenti nella storia dell’apnea, scese a meno 152 metri. Il record cominciò con un profondo respiro in superficie, quindi uno successivo a meno 91 metri da un erogatore, della durata  di un secondo. Il tutto avvenne presso l’isola di gran Cayman.

Meno 155 metri.
Il 6 Giugno del 1998, Pipin ripete l’esperimento dell’anno precedente, e nelle acque di Cabo San Lucas (Messico), scende alla profondità di meno 155 metri. A questo evento tele trasmesso in tutto il Mondo.

Meno 162 metri.
Il 18 gennaio del 2000, nelle acque Messicane di Cozumel, Pipin stabilisce un’incredibile Record, scendendo dopo un solo respiro, a meno 162 metri!

Sito internet riguardante l’apnea:
http://www.apneamagazine.com/





 

 

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