C O A S T E E R I N G                                 
 
 
 
 



In quest’articolo leggerai del costaeering, uno sport “estremo” di tipo acquatico, recentemente arrivato anche nel nostro paese.
Consiste nel percorrere a piedi, tratti di scogliera, per poi tuffarsi in mare, risalire e ripercorrere nuovamente la scogliera e rituffarsi.
Uno sport da praticare in gruppo.

Questa disciplina sportiva è nata in Galles all'inizio del 1980, dove nella costa occidentale del paese bagnato dall'oceano Atlantico, è possibile trovare l'ambiente ideale per questa disciplina, disseminata di grotte da esplorare, insenature ecc.
Sopratutto nei mesi primaverili e invernali, quando le scogliere sono meno frequentate dai turisti.

Dal Galles questo sport si è diffuso in tutta l'Inghilterra dove le scogliere non mancano. L'idea che ha animato i primi praticanti era semplice: l'itinerario doveva proporre il superamento di diversi scogli (non saltare per evitare di scivolare sulla roccia) e passaggi difficili, tali da costringere i partecipanti all'escursione a tuffarsi in mare.
Nei tuffi si deve assumere una posizione a “candela”, con mani incrociate al petto, gambe flesse e non guardare verso il basso.

Solo in anni successivi questo sport è approdato in altri paesi Europei tra cui l'Italia, anche se per ora è praticato sulle coste della Toscana e Liguria all'isola Palmaria. Il Coasteering racchiude in se diverse discipline, infatti, è utilizzato pure dai militari per allenarsi, può assomigliare al Cayoning ma lo è perché si pratica nelle scogliere bagnate dal mare.
Può essere trekking
perché si esplorano tratti di costa inaccessibili, ma si fanno solo piccoli spostamenti sulla scogliera, per raggiungere punti da cui tuffarsi in mare.

Per praticarlo bisogna essere buoni nuotatori, e non andare mai da soli, anzi... appoggiarsi sempre a guide del posto qualora siano disponibili, anche se in Italia il Coasteering non è molto diffuso.
Una guida locale non solo può indicare gli anfratti ma conosce l'andamento delle maree del luogo che possono rendere impraticabile un tratto di costa in certi momenti, quando al contrario il passaggio potrebbe sembrare facile, nonché la profondità dei fondali.
Se allontanati dalle maree mantenere la calma e nuotare verso la costa perpendicolare alla corrente. Fare attenzione pure alla vita marina che può rappresentare un pericolo aggiunto, come nel caso di determinate alghe o erbe infestanti che rendono sdrucciolevoli gli scogli.

Come attrezzatura
bisogna avere un casco, tipo quello impiegato per gli sport acquatici, una tuta in neoprene dello spessore di 3-5 mm che protegge il corpo dall'acqua fredda del mare, e da possibili graffi contro la scogliera. Può andare bene una corta in estate e lunga nei mesi più freddi, con rinforzi sui gomiti e ginocchia. Un paio di guanti protegge nei mesi estivi dai ricci di mare e meduse, nei mesi invernali dal freddo.
Un giubbotto salvagente
adeguato e calzature (chiuse) antiscivolo con una spessa suola, per proteggere i piedi da rocce o conchiglie taglienti, che abbiano al contempo una buona asciugabilità. Un coltello da sub e giacca antivento, completa l'attrezzatura che bisogna avere, uno zaino impermeabile.

Siti internet per approfondire l'argomento:

Toscana Adventure Team (per praticare il Costeering in Italia), www.tateam.it

In Gran Bretagna lo si pratica all'interno del Parco Nazionale del Pembrokeshire, sito internet:
www.preseliventure.co.uk  oppure: http://www.tyf.com

In Francia si può praticare nelle vicinanze di Saint-Tropez,
Sito internet: www.adventuresportsholidays.com

Sito internet (in lingua Inglese) da consultare: http://www.coasteering.org/
oppure: http://www.coasteering.com/

Federazione Inglese di Coasteering: http://www.britishcoasteeringfederation.co.uk/




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